La comunità di Rete Iter piange la scomparsa di Giulio Salivotti, uno dei suoi soci fondatori e anima instancabile delle politiche giovanili in Italia, spentosi il 15 marzo 2026 all’età di settantasette anni.
Giulio non amava la retorica e non amava le celebrazioni fini a sé stesse. La sua era una visione alta, ma concreta, sempre ancorata alla realtà dei bisogni. È stata questa sua concretezza, unita a una buona dose di ostinazione, a spingerlo a cercare per tutta la vita di trasformare in realtà il suo pensiero, meravigliosamente sintetizzato in un suo testo del 2010:
[In Italia c’è] bisogno di strumenti e risorse per sperimentare programmi pluriennali a favore dei giovani: il credito, la casa, la buona occupazione, la società della conoscenza, la/le educazioni, la salute, la qualificazione del tempo libero, la creatività, lo sviluppo locale, i temi della rappresentanza e della fiducia.
Nel 2000 fonda Rete Iter, l’associazione di Comuni ed enti del terzo settore che ancora oggi, ventisei anni dopo, porta avanti la stessa idea di politiche giovanili. Quelle politiche giovanili che Giulio, grazie al suo instancabile lavoro, ha fatto in modo che diventassero presenti nell’agenda dei Comuni, delle Regioni, del Governo nazionale. Prima della sua spinta propulsiva, in Italia non esistevano un Ministero della Gioventù né un Fondo dedicato alle giovani generazioni. Giulio, con la sua rara capacità di dialogo e confronto con tutte le parti politiche, è stato tra i principali artefici della nascita di questi strumenti, permettendo l’arrivo di risorse reali sui territori. Per lui, l’impegno per i giovani era una questione di diritti e, soprattutto, di dignità.
Oltre ai risultati istituzionali, Giulio lascia un’eredità umana fatta di legami profondi e amicizie nate progettando insieme, creando una comunità che oggi si stringe attorno alla moglie Tiziana, alla figlia Benedetta e al fratello Pier, a cui vanno le più sentite condoglianze di tutta l’Associazione. Per Giulio i legami erano il fondamento di tutto il suo lavoro, erano il fulcro di ogni suo movimento e aveva il talento di riconoscerli, metterli insieme, curarli e crescerli. Giulio ha creato delle vere famiglie, non allargate ma strettissime, nonostante i chilometri che dividono i vari componenti di questa sua grande casa. Il testimone che lascia a tutti noi di Rete Iter è davvero prezioso, alimentato dalle sue idee che non hanno mai una scadenza, e da una forza che saremo in grado di far fruttare insieme, ricordando che “due più due non sempre fa quattro, anzi!”, come ci ha insegnato lui.
Giulio è stato un “generativo”. Lo è stato in tutte le esperienze della sua vita, e lo è stato in particolare per il suo impegno innovativo e ostinato a favore delle giovani generazioni. Ha avuto una visione della politica tanto alta quanto concreta nel rispondere ai bisogni e alle aspirazioni della vita. Per questo non si è mai accontentato delle buone intenzioni e delle promesse a buon mercato, ma si è impegnato con ostinazione per ottenere risultati concreti. La sua più grande dote è stata la generosità disinteressata con cui ha creato una comunità, mettendo in comune i suoi legami e facendoci sentire parte di un progetto collettivo anche a chilometri di distanza. Credo che il miglior modo per rendere omaggio a Giulio sia radunare tutti questi legami e queste amicizie nella sua Biella, appena possibile, per testimoniare il suo ricordo e il suo impegno, e per rilanciare insieme la sua visione. Questo non è un addio, ma un arrivederci a presto.
— Paolo Paroni, Presidente di Rete Iter