Come scriveva Trockij, «I compagni di strada non devono necessariamente pensarla allo stesso modo: devono poter riconoscere un tratto di cammino e un obiettivo condivisi.»

È morto Annibale D’Elia: un “compagno di strada”.

C’erano una volta tre programmi che, nonostante tutto e dopotutto, hanno impresso una svolta nelle politiche giovanili.

I Piani Locali Giovani (PLG) erano il modello di innovazione sperimentato a livello nazionale, promosso e coordinato da Rete ITER. ‘Giovanisì’ e ‘Bollenti Spiriti’ erano i programmi rispettivamente della Toscana e della Puglia. Annibale D’Elia era l’anima di Bollenti Spiriti.

Nel suo lavoro sulle politiche giovanili, nell’esperienza di Bollenti Spiriti, nei percorsi di innovazione sociale e culturale, ha contribuito a sostenere un’idea semplice e radicale: i giovani non sono destinatari passivi delle decisioni di adulti, istituzioni, lobby, accademie, ma individui e cittadini capaci di costruire il proprio futuro, se qualcuno sa creare le condizioni perché possano farlo.

Era, il suo ma anche il nostro, un modo diverso di guardare il mondo, di riconoscere negli altri possibilità che non sono loro né riconosciute né attribuite. Era quasi 20 anni fa: quando ancora si riusciva a immaginare il futuro come qualcosa che possiamo ancora cambiare, non come qualcosa a cui dobbiamo adattarci. E ci si provava.

Annibale non ha mai rinunciato a provarci, percorrendo nuove strade e abitando nuovi luoghi. Lo stesso abbiamo fatto noi. Lontani compagni di strada.

La sua improvvisa scomparsa ci rende più soli su quella strada. Ma anche in suo ricordo continueremo a percorrerla.

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